28 agosto 2007

Monete, banconote e ...la Compagnia di San Paolo?

N.B. nuovo aggiornamento in rosso 15.09.07

C'è differenza tra monete metalliche e banconote?

Se esiste una differenza, è solamente nella natura fisica?

A tutti è capitata almeno una volta l'esperienza sgradevole di avere le tasche piene di monetine che fanno volume, sono pesanti, ma non valgono nulla.

Bè, a dire il vero, quelle da uno e due euro qualcosa valgono, tanto che l'ex Ministro Tremonti propose già nel primo anno dall’entrata in vigore dell’euro, di stampare banconote di pari valore, cavalcando l'onda di protesta che serpeggiava tra la gente che credeva che se le avessero avute in tasca, sarebbero riusciti ad essere meno spendaccioni.

Poveri illusi!

In pochi capirono la frase dell'allora Presidente della BCE Duisenberg in una conferenza stampa del 12 Settembre 2002 in risposta al sig. Tremonti, sfuggita dal controllo della censura e pubblicata da alcuni giornali: "non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so." (Duisenberg morì il 31 Luglio 2005 nella sua villa di Faucon nel sud della Francia, trovato affogato nella sua piscina, ufficialmente colpito da un infarto).

Tre anni dopo il Ministro dimostrò di non aver capito, o di far finta di non aver capito, quando l'undici Ottobre 2005 (non c'era più nessun Duisenberg, morto due mesi e mezzo prima, a contraddirlo sul signoraggio) insisteva dichiarando in un'audizione alla V Commissione nella seduta congiunta n. 66 (pag.19) di Camera e Senato: "ci sarà o c’è una ragione per cui esiste da tanto tempo la banconota da un dollaro? E non ha senso che esista anche una banconota da un euro? E' così privo di senso il fatto che ci sia anche la banconota da un euro? Non solo avrebbe risolto alcuni problemi di visibilità fisica, di misuratore dei valori, ma avrebbe anche un effetto, secondo me, molto considerevole in termini di proiezione esterna (vale a dire nel resto del mondo) della valuta europea”.

Abbiamo il dovere di diffidare di un uomo che oggi sembra convertito a fare il predicatore, quando fino a ieri faceva certe dichiarazioni.

Ma torniamo a Duisenberg: a cosa si riferiva l'ex Presidente della BCE, (morto in circostanze tali da far pensare ai soliti complottisti che sia stato ucciso per aver pubblicamente parlato di signoraggio) con quella frase?

Si riferiva al fatto che la differenza tra monetine e banconote non è solo fisica, ma anche e soprattutto è nella loro proprietà.

Che strano mondo quello in cui viviamo: lo Stato italiano mette a bilancio le sue monete nelle entrate, come è giusto che sia, dato che, tolte le spese per il loro conio, rappresentano una fonte di finanziamento http://www.rgs.mef.gov.it (pag. 250).

Se però proviamo a fare un parallelo con le banconote, scopriamo che esse, a differenza delle monete, non figurano nelle entrate dello Stato, ma nel bilancio della Banca d’Italia, e vengono contabilizzate nelle poste passive (vedi pag. 279). Ciò implica che le stesse rappresentano un debito della banca nei confronti dei possessori. Ma avete mai provato a riscuotere quel debito direttamente alla cassa di tale banca? Probabilmente sarete derisi dal cassiere e farete l’amara scoperta che quel denaro non ha nessun controvalore.

Tutto il denaro in circolazione non è altro che una montagna di bugie, una colossale truffa perpetrata ai danni di tutti i popoli della terra.

Scoprirete che le banconote non appartengono agli Stati (tranne che per l’unica eccezione conosciuta, che è il piccolo Stato dell’isola di Guernsey) ma, per fare un esempio casalingo nella cosiddetta zona euro, alla Banca Centrale Europea, organo sovranazionale posto al di fuori del controllo diretto dei popoli europei, la cui “quota italiana” è posseduta dalla Banca d'Italia, a sua volta posseduta da società private, banche ed assicurazioni, tranne che per una piccola frazione pari al 5% (da notare la curiosa partecipazione della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.a. che ha investito la bellezza di ben 19 euro, come evidenziato nel bilancio 2006 a pag. 58; forse ha avuto la soffiata che Bankitalia sarà venduta al prezzo del suo “valore”, stimato secondo le stesse proprietarie fino a 23 miliardi di euro? Se questo fosse il prezzo, la parte spettante alla CaRispSM sarebbe pari a 2.76 milioni di euro: un bel gruzzolo e praticamente gratis!

Da notare, inoltre, che la CaRispSM possiede il 14% della Banca Centrale della Repubblica di San Marino e lo 0.104 di Nomisma S.p.a., società il cui più illustre fondatore è l’attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi, e i cui soci attuali sono una serie infinita di banche, assicurazioni, coop ed amici vari.

Altra curiosità è la repentina ascesa alla partecipazione al capitale da parte della Cassa di Risparmio in Bologna S.p.a. Divenuta la quinta maggiore azionista col 6.2%, è a sua volta di proprietà del Gruppo Intesa-San Paolo che è la prima grande azionista di Bankitalia col 30.345%.

Ma la sorpresa arriva scoprendo la maggior azionista del Gruppo: è la Compagnia di San Paolo, il cui presidente Franzo Grande Stevens è stato anche presidente della Juventus F.C. (vedi pag. 3) e figura attualmente anche come segretario nel consiglio di amministrazione della Fiat, nonchè consigliere dell' IFI (Istituto Finanziario Industriale), della RCS Mediagroup e della IFIL Investments. La Compagnia ha destinato i proventi dell'attività del suo gruppo, 246.2 milioni di euro solo nel 2006, in larghissima parte distribuito nell'hinterland Torinese, “allo scopo di favorire lo sviluppo civile, culturale ed economico nelle comunità in cui opera”, e possiede un patrimonio pari a 5.2 miliardi di euro, mentre il valore di mercato delle attività finanziarie complessive è cresciuto nei dodici mesi a 9,1 miliardi!

E’ praticamente uno Stato nello Stato, e distribuisce i suoi frutti chi gli pare, non essendo soggetta ad alcuna autorità esterna, con la potenza di una mamma dalle mille mammelle!

Come si concilia la presenza di un personaggio del genere con la Presidenza di una Compagnia “costituita da laici e sacerdoti che, animati dallo spirito di carità ardente e universale di San Paolo, intendono vivere la totale donazione di sé a Dio, partecipando in modo proprio e differenziato alla missione salvifica della Chiesa nel mondo”?

Come si concilia una fondazione animata da tali principi con il fatto che il gruppo San Paolo-Imi (dati del 2006) "convoglia a sé il 29,9% di tutte le operazioni di incassi e pagamenti relative all’export di armi", secondo i dati apparsi sul sito Nigrizia.it?

E' lecito che delle fondazioni private spendano i redditi provenienti del signoraggio bancario per le proprie finalità, sia pure utili, sottraendo ingentissime risorse ai cittadini italiani?

E’ proprio uno strano mondo, quello in cui viviamo!

27 commenti:

Sandro Pascucci ha detto...

semplice e preciso
bravo andrea

sandro

Anonimo ha detto...

mi puoi dire dove posso trovare il conto economico e lo stato patrimoniale dello stato? se le monete vanno nelle poste attive ci dev'essere uno stato patrimoniale che io non riesco a trovare

Anonimo ha detto...

E' da diversi anni che leggo sulla questione, ma a nessuno gli è mai venuta in mente di usare la parola giusta: la moneta viene semplicemente PUBBLICATA!

Ora se qualcuno per curiosità rimane stravolto, basta che rifletta sul fatto che sulla faccia della terra, fisicamente parlando, la massa di valori che subisce transazioni non esiste, esiste solo come registrazioni contabili elettroniche, neanche piu' sulla carta.

Provate a pensarci quando usate la carta di credito, un assegno o altre forme di pagamento in cui la moneta fisicamente non interviene, sarà anche molto comodo, ma al banchiere costa molto meno che stampare banconote.

Adesso provate ad immaginare un ignorate qualsiasi che s'interroghi sul fatto che le banche PUBBLICANO denaro senza che questo fisicamente esista (credito frazionario), allora diventerà sempre più curioso di capire, alla fine scoprirà chi veramente fa usura ... e specialmente chi lo ha autorizzato con "leggi dello stato" a straziare la vita di chi lavora onestamente.

L'usuraio "popolare" prima di esercitare dovrà procurarsi la moneta, mentre la banca...

PS. usare i termini giusti aiuta a capire.

Psycho 1957.

Luca ha detto...

Bravo. Ottimo post.

Luca

Anonimo ha detto...

Guarda che quello del CNEL e' un rendiconto finanziario, cioe un flusso di cassa, NON un bilancio.
Le monete metalliche sono iscritte come una entrata e se uno di voi avesse studiato ragioneria saprebbe che una entrata finanziaria corrisponde ad un aumento delle passivita o del capitale sociale.
Come e' strano il mondo quando si e' ignoranti, davvero!

Anonimo ha detto...

Guarda che quello del CNEL e' un rendiconto finanziario, cioe un flusso di cassa, NON un bilancio.

Lo so bene. Ma questo lo devi spiegare non a me, ma all'autore del blog, di cui riporto le parole

Che strano mondo quello in cui viviamo: lo Stato italiano mette a bilancio le sue monete nelle poste attive, come è giusto che sia, dato che, tolte le spese per il loro conio, la differenza è un guadagno
http://www.cnel.it/archivio/bilancio_stato/2001/popup_cons.asp?b=2&v1=30000000 .


Lui parla di bilancio e di poste attive. Sicchè immagino che ci sia un bilancio e un attivo dove stanno le poste attive. Lo ha scritto l'autore, facendo riferimento subito dopo al documento CNEL a conferma di quanto diceva.

Sicchè insegna all'autore cos'è un bilancio, cos'è l'attivo e cosa è il rendiconto del CNEL

Anonimo ha detto...

Si, in effetti mi riferivo all'autore del blog, da cui mi aspetto una risposta; una risposta che non ci sara' visto che si tratta di un colossale errore.
Perche' mai le monete in circolazione dovrebbero stare nell'eventuale attivo del bilancio dello stato (e qui ricordo che non esiste l'equivalente dello stato patrimoniale per lo Stato)se sono soggetti privati a possederle?

Anonimo ha detto...

per fortuna concordiamo. Invenzioni e errori.

La Tela ha detto...

Per Anonimo delle 11.33 AM:
i soggetti che posseggono le monete, come le hanno avute?
In regalo, o in cambio di beni e/o servizi?
E' in qualche modo possibile passare le monete all'incasso?
Se a quest'ultima domanda la risposta è NO!, non credi che lo Stato stia esercitando il SIGNORAGGIO?

La Tela ha detto...

Agli anonimi amici, grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggere le mie tesi.
Nemmeno io sono mai riuscito a trovare un bilancio dello Stato, perchè nella forma classica in cui è inteso non viene redatto.
Non sono un professore, ma uno studioso alla ricerca della verità, qualunque essa sia.
Ogni osservazione, nei limiti della decenza, è ben gradita.
grazie

Anonimo ha detto...

auguri per la ricerca della verità e soprattutto un consiglio: studiare, studiare e ancora studiare. E magari prima di scrivere verificare, verificare e ancora verificare

Anonimo ha detto...

l'invito vale anche per chi entusiasticamente approva tutto e non si rende conto (perchè non ha i mezzi per farlo) degli errori grossolani

Anonimo ha detto...

bravissimo Andrea!
agli anonimi, meglio conosciuti come FOTOGIAN: basta seghe!
trombare, trombare e poi ancora trombare!

Anonimo ha detto...

Certo che esite il signoraggio, chi lo nega? Nel caso delle monete lo esercita lo Stato, nel caso delle banconote la BCE.
Ed è normale che vi siano i profitti del signoraggio, e ciò va bene fintantochè questi vadano a organismi pubblici. Nel caso dello Stato è ovvio che sia così, nel caso della BCE se questi profitti vanno a coprire le spese dell'istituto e poi vengono girati alle varie banche nazionali che fanno lo stesso e poi restituiscono allo Stato va tutto bene di nuovo.
Tu sembri essere convinto che i profitti del signoraggio vanno a banche private ma non ne hai mai dato prova (ed il semplice azionariato di Bankitalia non è una prova, perchè lo statuto, come immagino, potrebbe disporre diversamente).
Prova ad investigare su questo piuttosto, e ti prego lascia stare la storia del debito pubblico che non ha niente a che vedere con la politica monetaria...

La Tela ha detto...

Caro foto-anonimo, lasciamo stare per un attimo tecnicismi e statuti, scritti per i fessi e sconfessati dai fatti, e guardiamo il tutto dal punto di vista del cittadino che possiede del denaro.

Lui l'ha avuto in cambio di un suo lavoro, ma le banche (tutte) come l'hanno avuto?
Le banche non lucrano solo sugli interessi.
il problema è che esiste uno sfasamento temporale incolmabile su cui giocano i banchieri e su cui si basa tutta la truffa.

Quello che tu dici sarebbe giusto, contabilmente parlando, ma certamente non eticamente, se l'economia si fermasse e i debiti fossero tutti estinti, in qualche modo.

La partita doppia sarebbe soddisfatta e tutto porterebbe zero (più il piccolo tumore mortale degli interessi, la carota che non saremo mai in grado di raggiungere e pagare, perché sarà sempre davanti a noi!!!). In altre parole, al pareggio non ci siamo mai arrivati e non ci arriveremo mai, perchè significherebbe la fine del denaro.

E' un gioco tutto basato sul vantaggio di tipo temporale…non a caso si dice"il tempo è denaro".

Col treno in corsa, le banche avranno sempre il vantaggio temporale di aver creato dal nulla tutto il denaro esistente in un dato momento, che ancora non è stato portato all'incasso.

E intanto il tumore cresce e il malato pian piano muore, anzi, alla fine ci arriva molto velocemente, come lo stagno coi fiori di loto.

A me non interessa soddisfare la contabilità per far dormire tranquillo uno stupido ragioniere: a me sta a cuore l'uomo!

E' eticamente corretto il sistema, così come è stato concepito?

A me sembra di no, e allora dobbiamo risolvere il problema del tumore-interessi e della proprietà della moneta dal punto di vista dell'uomo.

P.S. Io non devo dare prova di ciò che no mi è permesso di controllare perchè secretato.

Qualcuno ha scoperto che Bankitalia ha due conti alle Cayman?
E' Bankitalia che deve dare risposta, ma si guarda bene dal darla, certamente non io.
ciao ciao

Anonimo ha detto...

gli anonimi sono + di uno e attribuire a uno frasi di un altro è errato

Anonimo ha detto...

Il problema principale secondo me e' che tu non ti avvicinerai mai alla verita' (ammesso che esista), perche' pensi di conoscerla gia' e di dovere dare solo degli esempi che confermino le tue tesi.
La tua visione ideologica ti porta pero' a confondere i problemi (per esempio confondere il debito pubblico con il signoraggio, che non hanno nulla a che vedere) e a mescolare il tutto in un calderone complottista (ridicola secondo me l'allusione alla morte di Duisenberg).
Questo fa perdere di vista l'azione meritoria delle tue ricerche, per esempio la denuncia di privilegi di cui godono banche, centrali e non.
Il mio consiglio e' di studiare un po di piu' l'economia e la finanza ortodossa (che non e' tutta una invenzione / finzione per ingannare il popolino) e poi di continuare le proprie ricerche senza esporsi al rischio di venire spernacchiati per qualche strafalcione.
Un saluto

Teo ha detto...

Propongo un esempio e attendo delle risposte che possano chiarire le mie immense lacune in materia :

La banca stampa 100 e le presta ad un'altra banca al tasso del 3%. L'altra banca li presta a me al 4%.
Io devo restituirne 104 e la banca intermedia 103 alla banca centrale.

Il problema è che io non riusciro' mai a restituire 104 finché la banca centrale non stampi e quindi non presti ad un terzo soggetto almeno i 4 che mi servono a pagare gli interessi.

E qui viene il bello. Questo soggetto terzo si troverà a sua volta nel mio medesimo problema. Cioè dovrà attendere la stampa di altre monete per pagare i suoi interessi. E così via...

Si crea secondo me una spiralre infinita di uomini affannati e disperati alla ricerca di denaro non ancora stampato per pagare i propri interessi.

L'esempio regge?

La Tela ha detto...

Caro anonimo,
guarda che sei tu che sei un pò confuso.
Se provi a rileggere il tutto, ti accorgerai che in questo articolo non ho mai parlato della relazione tra signoraggio e debito pubblico.
E alle mie considerazioni non hai nemmeno provato a controbattere.
Non ci sei riuscito tu come nessuno fino ad ora, e ti assicuro che ne ho parlato personalmente con ministri ed ex, di economia e allo sviluppo economico, con professori universitari ed una miriade di baciapile che al massimo hanno balbettato una non risposta come la tua. Se sei qui solo per creare confusione, hai sbagliato indirizzo.
ciaobbello

Anonimo ha detto...

Senti, senti, stiamo diventando arroganti vedo... Io in banca ci lavoro e non allo sportello, ho studiato finanza ed economia a livello post laurea e ti spiego tutto per filo e per segno se vuoi.

Lo so che in questo articolo non hai parlato di relazione tra signoraggio e debito pubblico ma lo hai fatto altrove, a conferma delle idee piuttosto confuse che hai in testa. O sbaglio?

Alle tue considerazioni ho risposto dicendo che sono d'accordo per la parte in cui cerchi di smascherare privilegi non difendibili (per esempio che i profitti del signoraggio vadano alle azioniste di bankitalia, che comunque non hai saputo provare).
Trovo ridicola la parte di "teoria monetaria", se cosi si puo chiamare, l'accusa generica al mondo della finanza, la comparazione interesse = usura; il che alla fine si risolve in un "lo Stato deve stampare moneta".

La Tela ha detto...

"ho studiato finanza ed economia a livello post laurea e ti spiego tutto per filo e per segno se vuoi".

Bene, se sarai convincente, ci facciamo un bell'articolo.

Per quanto riguarda gli interessi, un pò di tempo fa avevo scritto un articoletto con il calcolo degli interessi su un centesimo in 2000 anni al tasso annuo composto del 5%, il cui risultato è pari al numero 23 seguito da 39 zeri. Ti consiglio di leggerlo: http://la-tela.blogspot.com/2006/09/come-il-denaro-crea-se-stesso.html
Come si fa a non considerare gli interessi un'aberrazione del nostro sistema finanziario? E poi non sono mica io a dirlo, ma praticamente tutte le religioni dalla notte dei tempi (tranne forse che in quelli moderni, sigh!)

Cerchiamo di essere meno aggressivi e più rivolti allo studio del problema!
In questo blog siamo alla ricerca delle verità, qualunque essa sia. ok?

La Tela ha detto...

P.S. Per tutti gli anonimi: sarebbe corretto firmarsi con il proprio nome, per evitare spiacevoli equivoci.

Anonimo ha detto...

Ok allora lasciamo stare l'aggressività.
Il tuo esempio del tasso composto computato per 2000 anni è sbagliato per motivi tecnici (non prendi in considerazione l'inflazione, non capisco perchè tu voglia convertire tutto in oro, come se l'oro fosse il vero depositario del valore! qual'è il prezzo vero dell'oro? non esiste, è determinato dal mercato) e concettuali (è sbagliato considerare orrizonti artificialmente lunghi per fenomeni sociali, e l'economia è un fenomeno sociale).
Le religioni dicono anche un mucchio di stronzate quindi questo non è un punto a favore.
Tu presteresti denaro ad uno sconosciuto senza interesse ne garanzie? Probabilmente no, ma anche se tu la facessi la stragrande parte della popolazione non lo farebbe. Che poi storicamente in alcune culture e popoli il tasso di interesse non esista è una questione antropologica che andrebbe studiata, probabilmente la "ricompensa" per il prestito assume forme diverse anche immateriali.
Il principio del tasso d'interesse è comunemente accettato dalla stragrande maggioranza della popolazione mondiale da secoli, senonaltro dalla cultura europea e derivata.
A tutti coloro che bradiscono cultura terzomondista contro il tasso di interesse equiparato a usura consiglio di leggere il libro di Yunus, premio Nobel per la pace 2006, "Il banchiere dei poveri", che parla dei benefici del microcredito per i paria del mondo, anche se redditizio per il creditore.
Se interessa posso continuare e spiegare il "mistero" del signoraggio.
Preferisco rimanere anonimo possibilmente.

La Tela ha detto...

La storia del centesimo è semplicemente un esempio. Il calcolo lo puoi fare, se preferisci, con tutta la massa monetaria esistente al mondo nell'arco di trenta, quaranta, al massimo 50 anni, e vedrai che il risultato non cambia: una massa di denaro con una crescita esponenziale ingovernabile che genera inflazione a chi è costretto a vivere con uno stipendio fisso, ed una sfacciata rendita a chi ha denaro e gli basta semplicemente possederlo per campare e pure bene. L'oro è entrato nel discorso solamente per dare una misura concreta ad un numero illeggibile a 39 zeri.
Per quanto riguarda il prestito ad interessi, qui non si tratta di fare o non fare quello che fanno gli altri solo per seguire il gregge. Qui si tratta di un meccanismo che porta ciclicamente alla paralisi economica, se non peggio, e quindi per questo va studiata un'alternativa.
Sono impaziente di conoscere il tuo misterioso signoraggio.
Puoi lasciare anche un nome di fantasia, almeno non ripeto l'errore di attribuire gli interventi tutti allo stesso anonimo.
ciao

demetra ha detto...

Complimenti per il blog! Argomenti molto interessanti, avanti così nella ricerca della verità!
Ho ripreso il post sul mio blog citando la provenienza, a questa url: http://ricchezza.blog.dada.net/post/574733/Monete%2C+banconote+e...+la+Compagnia+di+San+Paolo%3F
Grazie.

Alessandro ha detto...

Mi sono ammazzato dalle risate con le risposte date a politica web dal mitico Sandi, dove la spocchiosa fossaceca parla di cose che non conosce. Questa si vanta di conoscere padova schiappa...mamma mia che brutta gente che frequenta.
Padova schiappa non sa fare nemmeno le divisioni. Infatti secondo lui 1600 miliardi DIVISO 57 milioni è UGUALE a 1200. Peccato che il risultato sia 28000...eh eh sbagliare i conti fa fare carriera nel fondo monetario internazionale.
Io alle elementari per una risposta così avrei preso un bel 4 e mi sarei messo dietro alla lavagna con un bel cappello con scritto sopra SOMARO!

Anonimo ha detto...

considerando che tutta questa roba, vera o non vera che sia,sta sopra la testa della gente in una maniera impenetrabile e inafferrabile causa la complessità. considerando che tutta questa roba,giusta o non giusta che sia,è la ruota che fa girare il mondo senza che il mondo (la gente) ne capisca qualcosa. considerando che pochi privilegiati studiosi sono gli unici che vi possono in qualche modo accedere,oltre tutto con grandi divergenze tra loro che implicano solo una maggior confusione di idee. considerando che tutto questo pasticcio,bene o non bene,è il vero potere sulla testa delle persone e considerando che questo potere è cosi oscuro e irraggiungibile per la stragrande maggioranza che si deve solamente limitare a fidarsi ciecamente di tutto quel che avviene. considerando tutto questo,l'unica soluzione logica sarebbe quella improponibile di azzerare tutto e ricominciare da capo con qualcosa di piu semplice,qualcosadi piu limpido accessibile anche al piu ignorante individuo appartenente al popolo.